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Une Paris-Roubaix Cyclo D'ENFER

Sono le 3e45 della mattinata di domenica 6 giugno 2910 quando suona la sveglia a Compiègne.
Accendo velocemente la TV per vedere le previsioni del meteo che fortunatamente trovo su TF2, ....... è prevista pioggia già a metà mattina.

Da lì a pochi minuti si assalta il ristorante dell'hotel per l'abbondante colazione per poi prendere il pullman che ci accompagnerà al via della P.R.; da Cambronne per il percorso completo di km 255 e da Bohain per il percorso essenziale di 173km.

Assieme a Marco di Milano, anche lui solo, ci aggreghiamo a 4 francesi, ci lanciamo in qualche battuta in lingua locale. Loro conoscono già il percorso e noi no, quindi decidiamo di studiare i loro movimenti.
Arriviamo così al primo tratto di pavé - il settore 28 – sembrano delle frecce mentre noi titubiamo e ci facciamo staccare. Sull’asfalto li riprenderemo.
Il tratto successivo sarà uguale, ma già con il terzo, cominciamo a difenderci anche noi ed aumentiamo la nostra velocità.

Il cielo comincia a coprirsi, tuoni e lampi improvvisamente ci fanno compagnia e dopo il 10° tratto di pavé, sono passati pochi minuti dalle ore 10, é già pioggia.

Il primo settore che ci toccherà fare sul bagnato è la famosa foresta di Aremberg, uno dei più ostici e più famosi; ne mancano ancora 18 alla conclusione. 
La piccola lingua asfaltata, come nella gara dei Prof è chiusa, per loro sono le transenne ad obbligarli al “fuori strada” invece per noi saranno i cartelloni del fotografo che proprio ci vuole far soffrire.
Continuiamo sotto la pioggia per un paio d’ore poi torna il sole permettendoci di affrontare le pietre con maggior tranquillità, l’acqua purtroppo le ha rese scivolose e circondate dal fango.
Arriviamo finalmente all’ultimo controllo, mancano circa 30 km all’arrivo, facciamo il timbro ma dobbiamo rimetterci la mantellina, è nuovamente pioggia intensa.
Il morale non è alle stelle, mancano alcuni tratti tra i peggiori, il settore del Mulin corto ma con pietre affilate e viscide, quello del Carrefour de l’Arbre (settore 4) lunghissimo e sconnesso… che Inferno.
Finalmente arriviamo al famoso passaggio a livello; teatro di 3 importanti squalifiche pochissimi anni. Fu un attraversamento galeotto e un un treno che non si fermò in stazione ad agevolare la vittoria di Cancellara.
E’ ormai finito il pavé anche per noi ed è ora della rivincita sui francesi e sui belgi che per tutti i settori ci sorpassavano come dei treni. Quindi via a tutta con il 53 raccattando man mano piccoli gruppetti di transalpini.

All’ingresso della città di Roubaix finisce il gioco perché troviamo una serie di semafori rossi ed in Francia ci si ferma; loro sono più rispettosi di noi italiani del codice stradale. Anche gli automobilisti sono molto più gentili, nessuno strombazza e anche quando hanno la precedenza ci fanno passare.

Entriamo nel velodromo, penso alla mia unica gara in pista di quando ero ragazzino, ....... due curve a tutta, un ultimo sorpasso e la foto finale sul traguardo.

E' già l'ora per i ringraziamenti: per primi i ragazzi di Blu Freccia che organizzano questi eventi, i francesi che sono stati disponibilissimi a partire dai volontari della gara per finire ai tifosi incontrati sul bordo strada, un grazie anche al mio compagno  di viaggio 'Marco' per la splendida compagnia lungo tutto il percorso e soprattutto al mio babbo, che all’ultimo ha deciso di accompagnarmi e che per le ultime settimane mi ha sopportato nelle continue modifiche della mia fida Viner.

Visto che avete avuto il coraggio di leggere tutto fino alla fine, è ora che vi alleniate per l’edizione prossima; quella del 2012 e non fate i furbetti perché la prossima volta qualcuno mi dovrà pure accompagnare. Se puoi non vi fidate di me potete leggere il sito o guardare i reportage di altri pazzerelli che hanno sfidato il pavès del Nord cliccando qui.


Marco




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